Conferenza di Cristina Ghiringhello presso la sede dell' Osservatorio Urania
Architetture per l'eternità: il simbolismo astronomico tra templi e contesti funerari dell'Antico Egitto
Esiste un filo invisibile che unisce il buio delle tombe egizie alla maestosità dei templi: il desiderio di materializzare il cielo (il corpo della dea Nut) e rappresentare il viaggio cosmico del sole.
La conferenza esplora la cosmografia dell'antico Egitto attraverso una prospettiva prettamente archeologica incentrata sull’esame dei monumenti e della cultura materiale per capire come questi complessi rispondessero a un imperativo teologico preciso: proteggere il faraone in terra, quale garante dell’ordine cosmico, e assicurarne la rinascita nell’aldilà.
Il destino umano veniva così legato alle leggi immutabili dell'universo, nel ciclo eterno di alba-nascita e tramonto-morte.
Questi nuclei concettuali caratterizzarono la tradizione astronomica egizia in tutta la sua storia: dai Testi delle Piramidi, attraverso le tabelle stellari dipinte sui sarcofagi del Medio Regno, fino ai soffitti astronomici delle tombe private e reali del Nuovo Regno, specchio sotterraneo dei grandi templi tebani. Un dialogo millenario tra ombra e luce che trova il suo epilogo nei templi di epoca tolemaica e romana di Esna e di Dendera.
Qui fanno la loro comparsa i segni dello zodiaco greco, siglando l'ultimo e affascinante sincretismo culturale tra la scienza calendariale e le costellazioni della tradizione faraonica e l'astrologia del mondo ellenistico.
ESSENDO IL CURRICULUM DELLA RELATRICE MOLTO AMPIO E DIVERSIFICATO, ESSO E' SCARICABILE QUI